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3 Febbraio 2025Ci sono storie che iniziano con grandi eventi.
La mia, invece, oggi inizia con il profumo di una torta di mele. Perché per molti anni il cibo è stato la mia prigione.
Sono un’ex obesa bulimica e per lungo tempo il rapporto con il cibo è stato una vera e propria schiavitù. Nelle abbuffate, di giorno o di notte, trovavo qualcosa che assomigliava alla pace. Può sembrare strano dirlo, ma in quei momenti il cibo era l’unico modo che conoscevo per fermare quello che succedeva dentro di me. C’era una tensione fortissima.
Un groviglio di emozioni che non riuscivo più a distinguere.
Rabbia, tristezza, frustrazione, gioia, dolore. Tutto insieme. A un certo punto non capivo più cosa stessi provando davvero.
Sapevo solo una cosa: se mi fossi riempita di cibo, per qualche momento non avrei sentito più nulla.
E quel “non sentire” diventava una tregua.
Quelle emozioni erano talmente forti da gestire completamente la mia vita. Persino le cose belle erano difficili da affrontare. Anche la felicità poteva diventare troppo intensa.
Così spesso sceglievo di rinchiudermi dentro me stessa, continuando a mangiare.
Sono stata prigioniera di questa mentalità per anni.
Poi, a un certo punto, ho scelto la vita.
Ma non è successo all’improvviso. Non è stata una questione di estetica.
E non è stata neanche la perdita di peso il vero successo.
Il vero cambiamento è stato un altro: ho capito che ogni giorno avevo la possibilità di migliorare qualcosa di me stessa. Ho iniziato a vedere uno spazio dentro di me che prima non consideravo: lo spazio del miglioramento. Uno spazio in cui potevo imparare, crescere, cambiare.
Anche se non ero capace.
Anche se avevo fallito tante volte.
Anche se fino a quel momento non ero stata in grado di portare a termine nulla. Potevo comunque imparare.
Ma per farlo dovevo riaprire quel cassetto dove avevo nascosto troppo spesso la voglia di migliorarmi. Così ho iniziato, un passo alla volta. Una camminata alla volta. Un momento alla volta. Una consapevolezza alla volta. Piano piano ho scoperto qualcosa che non avevo mai compreso davvero: il cibo può essere un amico.
Il cibo è energia.
Il cibo è convivialità.
Il cibo è passione.
Il cibo è odori.
Il cibo è casa.
Ed è proprio qui che entra nella mia storia la torta di mele.
Perché una volta, per me, la torta di mele significava abbuffata… e subito dopo senso di colpa. Oggi invece è una carezza per il cuore. La torta di mele
Sa di casa.
Sa di protezione.
Sa di mamma.
Sa di nonna.
Sa di donna in cucina.
Sa di donna amorevole.
La mela, così acida ma anche dolce.
Il profumo della farina che si mescola con il lievito.
L’uovo che, da bambina, era buono perfino crudo.
Oggi preparo la torta di mele quando voglio festeggiare la vita. Quel profumo che riempie la cucina riempie anche il mio cuore e mi ricorda che finalmente sono diventata la persona che desideravo essere. Una persona che non si ferma soltanto perché qualcosa non riesce.
Una persona che non si arrende davanti ai fallimenti.
Sono diventata quella donna che ogni giorno si dice una cosa molto semplice: oggi voglio che sia un giorno migliore rispetto a ieri.
Vivo in quello spazio di miglioramento dove sento la mia scintilla di vita esplodere.
Ed è proprio questa scintilla che cerco anche nelle persone che incontro, per me la torta di mele rappresenta questo.
Uno spazio dove ogni scintilla di vita può trovare una casa straordinaria in cui brillare.
Ti regalo la ricetta della mia torta di mele del cuore, preparala con un’intenzione semplice ma potente: regalarti un po’ di amore. Falla per festeggiare qualcosa di importante oppure, semplicemente quando senti il bisogno di benedire la tua vita.
La mia torta di mele del cuore

Ingredienti
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4–5 mele renette
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100 g di farina
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2 uova
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100 g di eritritolo
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10 g di cremor tartaro
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100 ml di acqua
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100 g di burro fuso
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½ cucchiaino di cannella
Preparazione
Per prima cosa lava e sbuccia le mele. Tagliale molto sottili con una mandolina e mettile da parte.
In una ciotola sbatti le uova con 70 g di eritritolo fino ad ottenere un composto chiaro e leggermente spumoso.
Aggiungi poi il burro fuso (fatto raffreddare) e l’acqua, continuando a mescolare.
Unisci la farina, il cremor tartaro e la cannella e mescola bene fino ad ottenere un impasto omogeneo.
A questo punto aggiungi le mele tagliate sottili e incorporale delicatamente all’impasto.
Versa il composto in uno stampo da plumcake.
Spolvera la superficie con i 30 g di eritritolo rimasti, che in cottura creeranno una leggera crosticina dolce.
Cuoci in forno a 180°C per circa 40 minuti.
Un piccolo consiglio
Quando la torta esce dal forno, lascia che il suo profumo riempia la cucina. Respiralo profondamente. È il profumo della cura, della casa e dell’amore per te stessa. Prepara questa torta quando vuoi festeggiare qualcosa di importante…
oppure semplicemente quando vuoi benedire la tua vita.

